sabato 11 dicembre 2010

Idioti e contenti

Wikileaks ha avuto l'enorme merito di svelare il vuoto che si cela dietro ad una politica estera basata sulle pacche sulle spalle. E' vero che i documenti pubblicati riflettono l'opinione degli Stati Uniti, e quindi i leaks non devono essere presi come il Vangelo, ma bisogna valutare la differenza, se esiste, tra ciò che conviene agli americani e ciò che conviene agli italiani. Mi spiego meglio, prendiamo ad esempio il caso del South Stream e dei rapporti commerciali tra Eni e Gazprom. Non v'è dubbio che quell'opera suscita fastidio negli ambienti statunitensi perché potrebbe danneggiare i loro interessi, ma da italiani dovremmo preoccuparci della convenienza del nostro paese. La relazione Eni - Gazprom dovrebbe assicurare stabilità energetica all'Italia, ma sul Corriere Massimo Mucchetti ha scritto tre articoli in cui pone delle questioni che mettono in dubbio la convenienza economica dell'intera operazione ("Tutti i dubbi sugli affari dell'Eni in Russia", "Eni, Gazprom e i sospetti su due affari", "Alcune domande su Eni e Mosca"). Insomma, non è chiaro se l'Eni ha perseguito la creazione di valore per gli azionisti e, considerando che l'ENI è una S.P.A. quotata, la cosa non è irrelevante. Grazie a Wikileaks risulta invece chiaro un altro aspetto: le manovre Italia - Russia ci allontanano dagli Stati Uniti.

I documenti pubblicati ci invitano anche a fare altre due riflessioni. In primo luogo chiunque (a patto di conoscere l'inglese) può leggere i documenti per capire che la fitta rete di diplomatici americani lavora per servire il proprio paese. Nei leaks ci sono interessanti analisi geopolitiche e si percepisce una cosa fondamentale: gli Stati Uniti si credono padroni del mondo e vogliono interferire con le principali scelte geopolitiche - economiche. Non so se la cosa sia un bene o un male, su questo tema ognuno ha la sua opinione, da italiano però stupisce vedere che ci sono paesi in cui avverti l'orgoglio di appartenenza, in cui avverti la voglia di fare "sistema" per servire una causa comune. In Italia invece abbiamo una visione diametralmente opposta perché lo Stato è visto come un estraneo, come una controparte da fregare, e per riuscire nell'impresa di arraffare tutto quello che si può ci si costituisce in cricche di comodo. Mentre gli Stati Uniti attuano la loro politica finalizzata al controllo dell'economia mondiale noi assistiamo allo spettacolo desolante offerto da una politica di incapaci concentrati sul proprio ombelico. Berlusconi non vuole perdere la poltrona di Presidente del Consiglio per non correre il rischio di andare a processo (se avesse veramente a cuore il bene comune avrebbe rinunciato a qualche bunga bunga per dedicare quel tempo al suo paese..) e al massimo per difendere i suoi interessi imprenditoriali. Poi, mano mano che si scende, la storia si ripete con le dovute proporzioni. C'è qualcuno capace di intravedere qualcosa di nobile nei Verdini (col suo mitico credito fiorentino) e in tutta la schiera di Ministri capaci solo di piazzare amici, parenti e concubine nelle municipalizzate? L'ambasciatore Spogli fa una relazione semplice e a prova di deficiente per spiegare i rapporti Italia - Russia, pensate di trovare un simile approccio analitico nel lavoro dei parlamentari che ci rappresentano?

L'altro tema riguarda invece il prestigio dell'Italia nel mondo. Ormai, ad eccezione di fanboy e vassalli irriducibili, deve essere chiaro che con Berlusconi siamo al centro dell'attenzione solo perché tutti si aspettano la gaffe per ridere un po'. Stiamo diventando un fenomeno da baraccone, e direi che per giunta siamo anche un fenomeno tragico perché ci illudiamo di contare qualcosa. Wikileaks ci spiega che i nostri amici americani non vogliono intermediari nei loro rapporti con la Russia, e vedono con fastidio il tentativo di Berlusconi di mettersi in mezzo tra le due superpotenze. Questo non perché temono che Berlusconi possa trasformare l'Italia in una superpotenza, ma in quanto pensano che sia una marionetta succube a Putin. Nel frattempo possiamo però continuare ad illuderci, ascoltando i Rossella, i Frattini e i La Russa di turno. Forse basterebbe poco per capire che un utile idiota non dà fastidio a chi lo comanda.


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