domenica 29 settembre 2013

Due fuorigiochi sbagliati facilitano due vittorie della Juventus

La Roma asfalta il Bologna e mantiene la vetta a punteggio pieno. Ma la giornata farà parlare per le polemiche legate al gol irregolare con cui la Juventus ha vinto il derby di Torino. Episodio dubbio che si aggiunge al clamoroso errore in Chievo - Juventus (giocata 4 giorni fa..) quando sul punteggio di 1 a 1, è stato annullato un gol regolare a Paloschi. Da un punto di vista tecnico la Juventus vista in quest'inizio di stagione non è trascendentale: Tevez si è rivelato un grande acquisto e sembra essere di un'altra categoria, ma la squadra manca di cattiveria e non sembra al massimo (forse la preparazione è mirata per la Champions). Poi c'è il calcio delle chiacchere e delle polemiche. E qui questa dirigenza della Juventus e questo allenatore hanno poche attenuanti. Due anni fa, quando subirono torti arbitrali, Conte e Marotta non stettero zitti, perciò adesso la reazione dell'allenatore bianconero è come minimo incoerente. Va bene fare gli allenatori tifosi, si raccolgono simpatie tra i fans, ma alla lunga il gioco può diventare un boomerang perché quando si difende l'indifendibile si rischia di cadere nel ridicolo. I due episodi degli ultimi 4 giorni, se non hanno regalato 4 - 5 punti alla Juventus, hanno sicuramente facilitato una squadra forte (su questo punto non ci sono dubbi), ma non nel suo periodo di maggiore splendore. E alla lunga questi episodi avranno un peso specifico rilevante.

venerdì 13 settembre 2013

Conte e Mazzarri: due bravi allenatori non fanno due personaggi

Inter - Juventus (da scrivere in quest'ordine perchè si gioca a San Siro) è la sfida tra Mazzarri e Conte, due allenatori passionali e allergici a qualunque critica. Loro, e nostro, malgrado sono diventati due personaggi pubblici. Conte è anche oggetto di una fantastica imitazione di Crozza. Se fossimo in un'epoca con meno eccessi informativi (penso agli inutili canali sportivi all news sempre alla ricerca di notizie bomba e scoop) non sarebbero sopravvalutati e, forse, non si sentirebbero obbligati a recitare la parte dei personaggi. Sia chiaro: Conte e Mazzarri sono due ottimi allenatori, hanno fatto una più che dignitosa gavetta e hanno dimostrato indubbie qualità tecniche nella gestione dei campioni che hanno allenato. Ma non sono personaggi a 360 gradi e quando escono dal recinto in cui eccellono perdono il magic touch. A riprova si possono citare le esternazioni di Mazzarri quando qualcuno osa criticare la sua squadra, e le conferenze stampa di Conte sulla giustizia sportiva.

giovedì 12 settembre 2013

Terza giornata serie A - pronostici

Fiorentina - Cagliari
Vittoria della Fiorentina con gol di Mario Gomez, già idolo dei tifosi (basta vedere su youtube i video in cui i tifosi lo acclamano non appena tocca palla!). Per il fantacalcio puntare su Rossi.

Inter - Juventus
Pareggio. Gara nervosa. Allenatori esagitati. Test antidoping per tutti.

Lazio - Chievo
Vittoria biancoceleste con doppietta di Klose. Per il fantacalcio Dramè da 6,5.

Livorno - Catania
Livorno facile, Catania da serie b nonostante la fantasia di bomber Leto.

Napoli - Atalanta
Vittoria Napoli con autogol di Yepes. Grande gara di Pandev.

Parma - Roma
Il fantasma di Lamela (ma come si fa a venderlo?) blocca il Parma. Poi si sblocca e la pareggia 1 - 1. Gol di Amauri e Maicon.

Sampdoria - Genoa.
Derby teso, ma non atteso. Schierate Antonini che nella lista lo mettono in difesa, ma gioca a centrocampo come ai bei tempi di Empoli. Per la Samp prova d'orgoglio di Calimero Eder.

Torino - Milan
L'orgoglio granata si esaurisce non appena Cairo abbraccia Galliani. Kakà si fa male, ma il Milan la vince.

Udinese - Bologna
Moscardelli in rovesciata. Come Parola sui pacchetti delle figurine Panini.

Verona - Sassuolo.
Halfredsson sugli scudi, Toni mette un'altra doppia.

Il ritorno di Raikkonen

Con il ritorno di Raikkonen la Ferrari torna ad avere una coppia di piloti in cui non ci sono apparenti gerarchie predefinite. Lontani i tempi dell'era Schumi in cui la prima guida era il tedesco e il compagno di turno doveva accontentarsi del ruolo di fedele scuderio (il tutto con esiti talvolta antisportivi, vedi il trattamento riservato a Barrichello al GP d'Austria 2002).

Raikkonen aveva guidato una Ferrari anche nel triennio 2007 / 2009 con risultati. Nel 2007 un Mondiale favorito dalla rivalità Alonso - Hamilton, ma comunque meritato perchè ottenuto dopo una serie di risultati costanti. Di quell'annata restano nella memoria l'esordio in Australia con vittoria e indimenticabile teatrino Casa Maranello organizzato da Todt sul podio. Per chi non ricorda il ds francese aveva chiamato Schumi per metterlo in contatto con Raikkonen: un tenero passaggio di consegne con qualche frase di circostanza a favore di telecamera. Peccato che Kimi non avesse intenzione di stare alla recita, restituendo il cellulare a Todt. Poi l'apoteosi in Brasile con un GP vinto grazie a Massa (si fece passare) e un Mondiale ottenuto approfittando dei due galli nel pollaio McLaren.

Il 2008 è stato un anno inspiegabile. Raikkonen parte forte e sembra pronto per un facile bis. Poi si spegne la luce tra sfighe (Hamilton lo butta fuori in Canada tamponandolo ai box), errori del team (vedi strategia sbagliata a Silverstone) ed errori del pilota (incidenti a Singapore e Spa). Alla fine la delusione è forte e il 2009 non migliora la situazione. L'auto non è mai competitiva, arriva una vittoria (Spa), ma nella testa di tutti pesa l'incidente di Massa e l'atteggiamento distaccato del finlandese.

Infine anni di purgatorio nei Rally e una nuova chance in Lotus. Negli ultimi due anni Raikkonen ottiene due vittorie. I punti di forza sono la regolarità in gara e l'uso delle gomme (leggasi stile di guida). Talvolta svagato nelle qualifiche, come Alonso rende di più in gara. La scommessa è quella di lottare per il Mondiale,  con la consapevolezza che, al netto dei cambi di regolamento, un piazzamento in Ferrari non ha lo stesso sapore di un analogo risultato in Lotus.

mercoledì 11 settembre 2013

La decadenza del perseguitato di Arcore e la perfezione mancata per un soffio

Breve escursione sull'abbacinante situazione politica italiana. In un paese economicamente fermo e senza prospettive serie per i giovani (a proposito, qualcuno prima o poi dovrà spiegare ai giovani che il loro tenore di vita sarà peggiore rispetto ai padri), si parla della decadenza dell'isotopo Silvio. In pratica si combattono battaglie campali per difendere un condannato in via definitiva (mi spiace peones frignoni, la sentenza è definitiva e gli esami di riparazione non sono previsti!) perchè lo si vuole escludere da un Parlamento in cui vanta il 99, 92% (almost perfect) di assenze (fonte http://parlamento17.openpolis.it/lista-dei-parlamentari-in-carica/senato/assenze/desc consultato il 11/09/13 alle 10). Tanto per chiarire che al soggetto non interessa la vita parlamentare, ma lo status legato alla carica.

Massa lascia la Ferrari dopo 4 anni anonimi

Felipe Massa ha annunciato, tramite Twitter,  che dal 2014 non correrà più con la Ferrari. Il brasiliano probabilmente sarà sostituito da Raikkonen,  suo compagno nel triennio 2007 / 2009.

Massa non vince un Gran Premio dal Brasile 2008 e, con tutta la simpatia umana che possiamo avere per il ragazzo, appare comunque razionalmente illogico constatare come abbia potuto guidare una Ferrari per 5 anni senza vincere una gara. Le sue prime tre stagioni furono di ben altro spessore, con 11 vittorie. Ha dato il meglio di sè in Turchia (3 vittorie) e in Brasile (2 vittorie più il ruolo decisivo nella gara del 2008 in cui aiutò Raikkonen). Dall'incidente del luglio 2009 (colpito al viso da un detrito nel GP d'Ungheria) il calo vistoso. In Ferrari conta 36 podi: 28 dal 2006 al 2009, solo 8 nel quadriennio successivo.

Ma dietro a questi numeri c'è anche da ragionare sull'impietoso confronto con I compagni di squadra, sia per risultati, sia per la condotta di gara. A ben vedere il Mondiale perso (2008) causa vassallaggio osceno di Glock che lascia passare Hamilton all'ultima curva, ha comunque i suoi lati oscuri. Vuoi per il numero di punti raccolti (inferiore a 100, Kimi l'anno prima ne prese più di 110), vuoi per alcune gare fantozziane come l'indimenticabile Silverstone 2008 (si presentò come leader del Mondiale, chiuse tredicesimo, doppiato, col record mondiale di testacoda).

Nell'ultimo quadriennio, mentre Alonso lottava per il Mondiale contro la Red Bull, Massa ne ha azzeccate poche. Gli 8 podi sono una miseria, le 0 vittorie ben più di un campanello d'allarme. Nello stesso periodo han vinto più gare Rosberg e Raikkonen (con la Lotus): la sostituzione di Massa era l'unica scelta possibile.

martedì 10 settembre 2013

La Juventus è pronta per il grande salto

Dopo due scudetti consecutivi la Juventus punta decisa all'Europa. L'anno scorso i bianconeri hanno vinto uno scudetto che da un punto di vista agonistico non è lontanamente paragonabile con quello della stagione 2011/12. La rivalità con il Milan era più accesa di quella col Napoli, le schermaglie Allegri - Conte (detto Mr. Ironia) più che colpi di fioretto erano colpi con la clava, e poi c'è stato il leggendario gol di Muntari come ciliegina sulla torta.

Ma la conferma dei bianconeri sul trono d'Italia ha un valore da non sottovalutare. In primis perchè mette a tacere coloro che spiegavano l'exploit ai danni del Milan di Ibra, con la scusa che la Juve non avesse un doppio impegno. In secondo luogo perchè riconfermarsi è più difficile che vincere una volta sola (e anche un bel rosso di sera bel tempo si spera qui non guasta!).

Quest'anno l'obiettivo della Juventus deve essere l'Europa. L'anno scorso il gap col Bayern è parso imbarazzante. Nel mercato estivo Marotta ha provato a migliorare la squadra partendo da un'analisi molto razionale (dopo gli anni degli acquisti a random, vedi la stagione di Del Neri). L'attacco era il punto debole: Vucinic non è un goleador; Giovinco è stato un acquisto sbagliato sia per il costo (drammaticamente eccessivo), sia per i limiti tecnici e caratteriali; Matri e Quagliarella sono ottimi rincalzi, con loro titolari puoi primeggiare in Italia (se dietro hai Pirlo, Vidal e compagnia), ma diventa dura in Champions; Bendtner, arrivato dopo aver sognato Van Persie (da Charlize Theron ad Anna Maria Barbera, sigh), è stato un buco nell'acqua; Anelka incomprensibile.  Da questo as is Marotta è partito sbolognando i due oggetti misteriosi (Bendtner e Anelka), vendendo l'unica punta vendibile (Matri, mentre Giovinco non ha mercato). Tra le new entries Llorente fa già storcere il naso, anche se è presto per emettere sentenze, mentre Tevez è di un altro pianeta rispetto agli standard bianconeri.

I dubbi riguardano la tenuta di chi ha svolto un lavoro encomiabile nelle ultime due stagioni: difesa e centrocampo. Sulla prima ci sono pochi dubbi perchè l'arrivo di Ogbonna offre alternative e potrebbe servire per coprire un calo di qualche difensore della vecchia guardia. In mezzo al campo, oltre alla gestione di Pirlo, si aprirà un caso legato al dualismo Pogba - Marchisio, dato che Vidal sembra intoccabile. L'anno scorso tutto finì bene con la trovata del centrocampo a 6, quest'anno le condizioni sembrano diverse. Pogba sarà uomo mercato e Conte dovrà fare scelte tecniche precise.

Nel complesso la Juve sembra un gradino sotto a Real e Bayern, ma con una botta di fortuna, può sognare il colpaccio in Europa. La gloria non sembra lontana.

lunedì 9 settembre 2013

Alonso o Massa: chi lascia la Ferrari?

Nel 2010 la Ferrari sostituì Raikkonen con Alonso e decise di tenere come seconda guida Massa. La scelta aveva una nobile motivazione umana (Massa aveva infatti avuto uno sfortunato incidente in Ungheria nel 2009). Ma da un punto di vista sportivo sembrava un azzardo. In molti hanno provato a mettere sullo stesso livello il Mondiale (vinto) da Raikkonen nel 2007, con il Campionato (perso) da Massa nel 2008. Giochino ridicolo e alla lunga si è visto quanto fosse miope. Adesso sembra imminente il ritorno di Raikkonen e quindi si tratta di capire chi tra ı due latini saluta Maranello.

Massa ha esaurito il suo credito col team. Ad un certo punto sembrava che Felipe avesse la bandana di Solid Snake (quella che dava colpi infiniti, precisazione necessaria per venire incontro agli sfortunati che non hanno mai fatto Metal Gear Solid), ma era un'illusione. Da un punto di vista sportivo non ci sono dubbi: Alonso in gara è più consistente, è più deciso nei sorpassi, ma spesso si addormenta in qualifica. Il punto diventa quello di capire cosa vuole fare Fernando. La Ferrari è il suo team da 4 anni e ad Alonso si possono addossare poche colpe. Qualche gara rivedibile c'è stata, ma il pilota è stato anni luce superiore rispetto all'impalpabile compagno di squadra. Di conseguenza è difficile addebitare responsabilità ad Alonso, mentre non si può dire la stessa cosa per il team. Il Mondiale 2010 è stato uno dei suicidi sportivi più crudeli cui abbia assistito: la scelta di marcare stretto Webber era uno strafalcione visibile sin da subito, e perciò la gara è stata un Golgota evitabile. E poi c'è il Mondiale 2012 in cui la Ferrari si è addormentata sul più bello. Per tutti questi motivi penso che se sarà divorzio tra Ferrari e Alonso, allora non è detto sia una scelta del team. Da tifoso la speranza è quella di vedere un team con lo spagnolo e Raikkonen.

Un Napoli più squadra può ridurre il gap dalla Juve

Nel 2007 il Napoli festeggiò un meritato ritorno in serie A, e da allora la squadra è migliorata anno dopo anno. Ci sono stati, come spesso capita, alcuni passaggi a vuoto, ma la squadra è cresciuta costantemente. I momenti chiave dell'avventura in serie A del Napoli di De Laurentiis sono: 1) gli acquisti di Lavezzi e Hamsik nel 2007; 2) la partenza di Reja nel marzo 2009 e l'arrivo di Mazzarri nell' ottobre dello stesso anno, il tutto con in mezzo cinque mesi anonimi con Donadoni, allenatore che ha trovato una sua dimensione a Parma; 3) l'arrivo di Cavani nel 2010; 4) la partenza di Lavezzi nel 2012; 5) la cessione di Cavani nel 2013. Letta così, con due cessioni a concludere la storia, si potrebbe avere l'impressione (sbagliata) che la squadra abbia raggiunto un suo picco nella Belle Epoque dei tre tenori, e il futuro sarà necessariamente ricco di amarezze. Invece il Napoli si è mosso con grande furbizia.

Conosciamo le indubbie capacità comunicative di De Laurentiis. Alle volte il lamento è esagerato, tra fughe in motorino per protestare contro calendari nordisti (uh) e cerimonie di premiazione disertate manco fosse Usa - URSS dell'Olimpiade di Monaco. Ma la capacità gestionale, quindi la sostanza, c'è e non si discute. Il Napoli delle ultime due stagioni ha venduto i suoi due migliori talenti (o presunti tali perchè Hamsik è spesso sottovalutato) all'acquirente più liquido d'Europa: il PSG degli sceicchi, un club che paga un premio sul prezzo di mercato di qualunque giocatore. Ha cambiato allenatore, puntando su Benitez, vincente sottovalutato in Italia per via della disastrosa parentesi con l'Inter (sarà poi tutta colpa sua? No). Ma soprattutto ha barattato due tenori per un collettivo più equilibrato. Higuain è diverso da Cavani ed è difficile comparare questi due centravanti perchè per esprimersi al meglio necessitano di squadre diverse. Però Higuain ha più bisogno della squadra e questo è un bene perchè spinge molti "comprimari" a fare qualcosa in più rispetto al passato.

In generale l'impressione è che il Napoli sia più squadra e se si crea la giusta consapevolezza, unita all'entusiasmo (ma a Napoli questo non è un problema), la squadra possa raggiungere dei picchi che in passato non aveva mai raggiunto, superando il complesso d'inferiorità manifestato nei big match contro la Juve, dove lo schema era un'inaccetabile catenaccio nella speranza di un colpo di fortuna.