domenica 23 gennaio 2011

La difesa 2. Così fan tutti

Il secondo tormentone cantato dai difensori a oltranza di Berlusconi si riassume nel motto del "così fan tutti". Per uno strano scherzo del destino suona anche come il titolo di uno dei film di Tinto Brass (anche se la protagonista era Claudia Koll e perciò la i finale diventava una e). Gli pseudo giornalisti che appoggiano Berlusconi qualunque cosa faccia - e arrivati al punto in cui siamo, dando una breve vista al cv di Silvietto, ci manca solo una rapina a mano armata - hanno quindi scritti delle interessanti supercazzole in cui si descrivevano i casi storici di uomini potenti, donne famose e tradimenti clamorosi. Il trend della stampa indipendente ha avuto inizio con Vespa, che superata la soglia dei 60 anni, e dopo un'intensa carriera, ha deciso che proprio questo era l'anno ideale per pubblicare un libro dal titolo "Donne di cuori". Il tema, per una coincidenza fortuita, è proprio quello citato sopra e il libro, siccome sono malizioso, suona un po' come un patetico tentativo di sminuire le responsabilità del Cavaliere, anestetizzando l'opinione pubblica - anche se, quando uno legge il libro di Vespa, è masochista o già anestetizzato da tempo -. 

Dopo i libri del conduttore imparziale sono arrivate le finezze di Sallusti e di Minzolini. L'idea di fondo però è sempre la stessa e si compone di alcuni passaggi obbligati. Ma se decidessimo di perdere un minuto della nostra vita intensa per analizzare alcuni meccanismi logici, forse capiremmo la parzialità - o stupidità? - del ragionamento. L'ipotesi di base su cui poggia tutta la supercazzola consiste infatti nel tentativo di ridurre l'intera storia ad uno scandalo morale, quindi non possono trovare asilo i tre temi fondamentali, i quali nell'ordine sono: la telefonata in questura, la prostituzione minorile e l'esempio dato ai giovani. Questi tre elementi sono completamente ignorati, i primi due sono aspetti giuridici / morali, il terzo richiama quel concetto di meritocrazia ed equità che, a parole, sta tanto a cuore ai pidiellini, ma poi la realtà ci offre uno spaccato in forte contrasto con le dichiarazioni di facciata. La Minetti, che in tutta questa vicenda è un po' il simbolo della decadenza della politica e della meritocrazia in salsa ciello-pidiellina, è un esempio di un'immoralità devastante. Non (solo) perché accusata di organizzare i festini, ma perché il partito degli impresentabili l'ha inserita in politica e ora la difende a spada tratta, quando ormai è chiaro anche ai sassi che non pare avere particolari meriti politici. 

Comunque, tornando alla difesa dei vassalli, il tormentone del "così fan tutti" si caratterizza per l'accurata ricerca di precedenti nel passato (Clinton, Kennedy, Mitterand). Già una capra nota che i tre signori citati in precedenza erano infedeli, ma nessuno di loro era coinvolto in un giro di bunga-bunga. Però il ragionamento pidiellino, in fede ai principi base di deformazione della realtà, non si cura di essere preciso e completo, ma bensì di essere asservito e opportunistico. La questione è perciò ridotta ad uno scandalo di lenzuola (quindi morale),  ma in questo mondo non si affronta il tema politico centrale: quale esempio si dà ai giovani? Proprio in questa settimana il Corriere ha raccolto la storia di tre giovani italiani che, negli USA, hanno raccolto 100mila euro di finanziamenti da Youtube per iniziare la loro start-up. Superfluo rimarcare che in Italia il sistema del venture capital e dei business angels, aveva bocciato l'iniziativa dei tre cervelloni. La storia ci dirà se l'idea imprenditoriale era di successo (quindi se han sbagliato i finanziatori italiani o se sono troppo generosi quelli americani). Però fa riflettere il solo pensiero che alcune giovani prendevano delle cifre spropositate per sollazzare il duce Silvio, il tutto mentre nello stesso paese non c'è fiducia per i giovani desiderosi di iniziare un'attività imprenditoriale. Non è un paese per scienziati, ricercatori, imprenditori, ma in compenso, se non hai dignità, puoi fare pom***i a 300 euro. Pensiamo di avere un futuro roseo?

Lo scandalo di Arcore non può essere ridotto ad una storia di tradimenti (anche se per coerenza andrebbe affrontata la questione dei valori cristiani, cui B. dice di ispirarsi..).

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